Lugano: la storia

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1941 L’undici di febbraio, presso il ristorante posso nasce ufficialmente l’Eishockey Club Lugano (che in seguito diviene Disco Ghiaccio Lugano e solo dopo il « trasferimento » a Loreto Hockey Club Lugano) Si gioca sul laghetto di Muzzano. Si giocano due amichevoli Lugano-Ambri 7-5 e Lugano-Locarno 3-1, entrambe giocate il 20 gennaio.
1942 e 1943 Non viene svolta nessuna attività per mancanza di ghiaccio.
1943-44 Il Lugano partecipa per la prima volta al campionato Svizzero, perde 14-3 contro l’Ambri e batte l’Ascona per 4-2
1944-1945 Nell’ambito del campionato ticinese il Lugano viene sconfitto due volte dalla seconda squadra dell’Ambri (3-0 e 5-1) e una dall’Ascona per 1-0.
1945-1946 Il Lugano partecipa nuovamente al campionato svizzero e dopo aver battuto l’Ascona per 5-3. Viene sconfitto dal solito Ambri per 5-0.

1946-48 Avviene il trasferimento alla pista di Loreto ma nessuna attività viene svolta per la mancanza di ghiaccio.
1949 Vengono disputati tornei e amichevoli. Ad Ambri i bianconeri vengono sconfitti per 18-0 in un torneo. In amichevole perdono pure contro i Diavoli Milano per 4-2.
Il 17 gennaio 1949 viene giocato un derby « storico. Il Lugano si porta in vantaggio per 1-0 ma alla fine esce sconfitto per 1-27.
Negli anni seguenti si continua a diputare il campionato ticinese senza particolari risultati degni di nota.
1954 il 19 novembre viene innaugurata la nuova pista di Noranco ma senza nessuna attività causa la cronica mancanza di ghiaccio. A Lugano arriva Beat Rüedi, ex nazionale, ex Davos ed ex Ambri. Sotto la spinta di Rüedi i bianconeri iniziano ad allenarsi con maggiore intensità su varie piste del cantone e a Milano.
1956 Al termine della stagione si seconda divisione, il Lugano viene promosso in prima lega dopo lo spareggio contro l’Aadorf (8-2)
1957 L’ultima stagione sulla pista naturale di Noranco vede per la prima volta un canadese giocare in Bianconero. Si tratta del difensore Bob Mitchell. Intanto il trio Rüedi-Bellasi-Pedrolini si mette al lavoro per realizzare un sogno : La pista della Resega. La partita di inaugurazione vede di fronte, il 1.dicembre la Svizzera e l’Italia.
1958 Nella prima stagione dusputata sulla nuova pista veste la maglia bianconera Gene Miller, giocatore-allenatore. Il Lugano è campione di gruppo. Nelle finali per la promozione in serie B supera per 12-1 il Niederurner ma viene battuto a coira nella partita decisiva per 3-2.
1959 Miller viene riconfermato e porta ancora il Lugano al titolo di gruppo ma per la seconda volta le finali per l’ascesa sono amare. Lugano-Soletta 5-8 e Sion-Lugano 4-3
1960 Da Ambri arriva il cino-canadese Larry Kwong e con in porta il giovane Rigolet, il Lugano è segondo di gruppo, risultato che confermerà nei due seguenti campionati quindi senza partecipare alle finali per l’ascesa.
1964 Finalmente la stagione della promozione in DNB. Doveva essere un anno id transizione, (i neo-acquisti Fridrich e Bernasconi, provenienti dal Villars campione Svizzero, per regolamento non possono giocare arrivando da una categoria superione) ed invece i bianconeri scoprono un portiere di grande classe, il 15enne Alfio Molina, I ticinesi, nelle finali, superano dapprima il Kleinhüningen per 9-4 e vincono a Rapperswil per 5-2 il 29 febbraio 1964. In quello stesso inverno, il Lugano avanza tantissimo anche in coppa dope i due giocatori summenzionati possono giocare e giungono in semifinale dove devono inchinarsi solo al Visp (4-0).
1965 I bianconeri di Fridrich si classificano quarti nel gruppo est (otto squadre), perdono i due derby (3-6 e 13-2), i primi della storia ufficiale tra i due sodalizi ma vincono quello di Coppa per 5-4 al supplementare. In coppa il Lugano arriva ancora in semifinale. Il Berna, davanti a 4000 spettatori espugna però la Resega nei supplementari. I futuri campioni svizzeri vinsero 4-3 mettendo a segno la rete decisiva al 35 secondo del supplementare. Fu quella l’ultima soddisfazione ottenuta dal Lugano in coppa svizzera che andava perdendo d’importanza. Le squadre ne chiedevano la soppressione, cosa che avvenne qualche anno più tardi.
1966 Positiva anche la stagione seguente con il secondo posto alle spalle dell’Ambri. In coppa, i bianconeri vengono estromessi nei quarti dal forte Visp per 7-4.
1967 A Lugano arriva come allenatore Bibi Torriani e questa volta i bianconeri si classificano al terzo posto ma riescono a vincere per la prima volta un derby ufficiale. 7-3 il risultato.
1968-1970 Anni bui con polemiche e crisi societarie che culminano con una salvezza raggiunta all’ultima giornata nel campionato del ’69. Nel ’70 arriva il canadese Lacroix che da fiducia a tutto l’ambiente, con lui arriva il nuovo presidente, Borioli.
1971 Dal Sudafrica ( ! ! ! !) arriva il canadese Bernard Côté, altro grandissimo arrivato a Lugano. Gli si affianca il profugo Blazek, fuggino durante una tournee della sua squadra cecoslovacca a Lugano. Con l’ottimo lavoro alla transenna di Lacroix, i bianconeri perdono solo 4 punti nelle 8 partite di promozione e salgono il serie A. Importantissima la vittoria contro il Losanna (3-1)davanti a 7000 spettatori. La consacrazione arriva il 27 febbraio contro il Friborgo per 6-2 grazie a 4 reti nel terzo periodo.
1972 Arriva tra gli altri il fortissimo difensore del Langnau e della nazionale Peter Aeschlimann. Côté funge anche da allenatore. Il Lugano è clamorosamente protagonista di un sensazionale campionato. Secondo alle spalle dell’inavvicinabile Chaux-de-Fonds nelle qualifiche, i bianconeri terminano quarti nel torneo per il titolo.
1973 L’eccessiva fiducia tradisce la squadra, condannandola alla retrocessione in B. Strani risultati oltre Gottardo, la squalifica della Resega dopo una bagarre generale (anche tra gli spettatori) dopo un derby, infortuni, contribuiscono ad una stagione da dimenticare.
1974 L’immediato ritorno in A viene mancato di pochissimo. Decisivo è l’ultimo incontro della stagione a Villars, risoltosi 3-0 per i locali, promossi al posto dei bianconeri.
1975 Tanti acquisti e pochi risultati. Quinto posto nelle qualifiche e quarto nel torneo contro la relegazione.
1976 I bianconeri traslocano nel nuovissimo impianto coperto di Mezzovico. Arriva Rantasila, 116 volte nazionale finlandese ma è ferito e rende poco. La stagione è mediocre con il Lugano quarto in qualifica e sesto nel torneo di promozione.
1977 Cambia il Finlandese ed arriva Leppä. I risultati migliorano con un secondo posto nelle qualifiche e un quarto nel torneo di promozione.
1978 Il Lugano torna alla Resega, nel frattempo coperta (lo stadio di Mezzovico crollerà nella notte del 12 febbraio 1978 a causa del peso della neve) con McDonald alla transenna e Vannelli in pista. I Bianconeri deludono, ottavi su 16 squadre.
1979 Alla presidenza arriva Geo Mantegazza che subentra a Ronchetti. Per il campionato 78-79 arrivano Kren da Ambri alla transenna e un attaccante del quale sentiremo molto parlare : Jim Koleff. A lungo in testa al girone unico di serie B, il lugano cede nel finale e termina al quinto posto.
1980 Kren torna ad Ambri e a Lugano arriva Cusson. La squadra migliora ulteriormente, lotta fino alla fine per i primi due posti, conclude al terzo ma per la prima volta nella storia espugna la Valascia di Ambri in un derby di campionato. Il 27 ottobre 1979 Ambri-Lugano 2-5.
1981 Problemi di spogliatoio portano all’allontanamento di Cusson nel corso della stagione sostituito da Côté, ma la classifica è ormai compromessa. Con la squadra i due giovani campioni olimpici americani Pavelich ed Harrington. Il Lugano, per la seconda volta, si fa precedere da Ambri e Zurigo e disputa la coppa B riservata alle non qualificate dominandola a piacimento.
1982 Rinforzatosi a dovere, il Lugano, benché meno agevolmente del previsto, si qualifica per il torneo di promozione che disputa da grande protagonista. A punteggio pieno nelle prime sette partite concede un solo punto al Sierre e raggiunge la meritata promozione il 20 febbraio, quando batte il Berna alla Resega e torna in serie A con due giornate d’anticipo.
1982-83 Il lugano si qualifica senza problemi pe il torneo per il titolo e comclude al sesto posto.
1983-84 A Lugano, Mantegazza, porta il mago, John Slettvoll in panchina e Konta Johansson dal Djugarden campione di Svezia. A Lugano inizia la scalata verso il vertice dell’hockey Svizzero.
Il Lugano arriva quarto nel torneo di qualifica e si conferma quarto nel torneo per il titolo.
1984-85 Arriva a Lugano un altro nazionale svedese, Mats Waltin e la squadra compie un ulteriore salto di qualità. I bianconeri arrivano terzi alle spalle delle grigionesi Davos e Arosa nel torneo di qualificazione e raggiungono il secondo posto nel torneo per il titolo.
1985-86A Lugano arrivano due bandiere, Sandro Bertaggia e Jörg Eberle (di ritorno da Davos). Slettvoll mantiene la promessa e porta il titolo a Lugano in tre anni. I bianconeri dominano la stagione regolare e arrivano ai play offs da grandi favoriti. Questo è l’anno dell’introduzione dei play offs in Svizzera. Il Lugano si sbarezza del Sierre in due partite e attende il Davos in finale. Nella prima partita a Lugano si resta a Lungo sullo 0-0 poi nello spazio di 12 secondi al 37’; il Lugano prende il doppio vantaggio. Dopo la seconda pausa, in tre minuti i bianconeri chiudono definitivamente la partita con altre 3 reti. Il titolo è più vicino.
Il primo marzo si va a Davos, più di tremila i ticinesi al seguito della squadra. Il Lugano vince 7-5 dopo essere stato sotto per 4-2 fino a 11 minuti dalla fine. Johansonn è il grande protagonista con 4 reti. Il primo titolo varca il Gottardo e va nella località più a sud della Svizzera.
1986-87 Il Lugano vince nuovamente la stagione regolare e si conferma nei play offs in tre partite sia contro l’Ambri che contro il Kloten in finale. Una nuova era è iniziata, quella del professionismo.
Questa è la stagione dell’impresa in coppa campioni. I bianconeri affrontano dapprima la Dynamo Berlino Est e vanno a imporsi in Germania per 5-2. Nel match di ritorno a Lugano pareggiano 1-1 e passano il turno dove affronteranno il Colonia.
Il Lugano riesce dove nessuna squadra Svizzera era riuscita prima. Batte i tedeschi alla Resega per 4-2 e riesce a contenere gli avversari una settimana più tardi. A dieci minuti dalla fine i bianconeri sono sotto per 4-1, risultato che li eliminerebbe ma troveno le forze per pareggiare a 1.38 dalla fine prima di subire l’inutile rete che li condanna alla sconfitta per 5-4.
Dopo il titolo, Slettvoll porta in Ticino anche la finale di coppa campioni.
1987-88 La stagione inizia con il torneo finale di coppa campioni dell’anno precedente. I bianconeri tengono testa ai campioni cecoslovacchi del Kosice (4-5) e a quelli svedesi del Färjestad (3-4 al 50’; 3-7 finale) per poi crollare al cospetto dell’inarrivabile CSKA Mosca (2-10)
Nelle quallificazioni della coppa campioni dell’anno seguente il Lugano si gioca la qualificazione perdendo in casa contro il Pardubice (4-5) prima di andare a pareggiare a Varese con due reti negli ultimi 10 minuti.
In campionato i bianconeri non trovano problemi qualificandosi agevolmente per le finali a spese del Davos (anche se subisce la sua prima sconfitta in una gara di play offs) per poi battere il Kloten in finale in tre partite all’overtime della terza.
1988-1989 L’ultima stagione di Kenta Johansson a Lugano si conclude con una delusione. Il Lugano perde il titolo in casa alla quinta e decisiva partita contro il Berna. La sorpresa della stagione. Polemiche tra il tecnico e il giocatore creano la rottura, alla fine insanabile. In coppa europa, i bianconeri sfiorano un altro colpaccio ma, dopo avere battuto il Bolzano (3-2) e lo Jesenice (8-0) si deve inchinare al Colonia (3-4) che si prende la rivincita per l’eliminazione di qualche anno prima.
1989-90 La stagione vede la lotta al vertice tra il Lugano e il Berna. Nei quarti di finale, una rissa provoca la squalifica di Pasek e il Lugano « pesca » dalla serie B italiana il nippo-canadese Tschjura. Il piccolo giocatore si erge a protagonista e porta i bianconeri al quarto titolo vinto a Berna, come per restituire lo sgarbo dell’anno precedente.
1990-91 Il Berna domina la stagione e In finale trova un Lugano forse non troppo sicuro dei propri mezzi. I Bianconeri perdono due volte in casa all’overtime, l’ultima delle quali decisiva per l’assegnazione del titolo. In coppa europa il Lugano arriva al torneo finale di Dusseldorf e nella prima partita conduce addirittura 4-1 sul Turku fino a qualche secondo dalla fine del terzo periodo. Purtroppo i finlandesi gireranno la partita e nella finale per il sesto posto i bianconeri si fanno surclassare dai padroni di casa.
1991-92 Il Lugano arriva secondo in campionato ma viene eliminato nei quarti dallo Zurigo 7. Sconfitto due volte ai rigori. In compenso si raggiunge la finale alla Spengler di Davos battendo il CSKA Mosca ai rigori ma perdendo la finale il giorno dopo per 5-2 contro lo stesso avversario.
1992-93 Il Lugano continua a cambiar parecchi giocatori ma questa stagione è parecchio travagliata. Slettvoll viene richiamato a metà stagione ma la squadra è allo sbando e si arriva alle semifinali dove per la prima volta si perde una serie di playoffs contro il Kloten poi campione.
1993-94 Il Lugano giunge terzo nella stagione regolare e viene nuovamente eliminato dal Kloten in semifinale.
1994-95 Il Kloten (settimo) elimina nuovamente il Lugano della corsa al titolo ma questa volta allo stadio dei quarti di finale.
1995-96 Si invertono le posizioni al termine della stagione regolare (Lugano settimo e Kloten secondo) ma non cambia il risultato. Lugano nuovamente eliminato ai quarti di finale.
1996-97 Finalmente il Lugano riesce a reggiungere nuovamente le semifinali eliminando l’eterno rivale (Kloten), ma in semifinale deve inchinarsi al futuro campione Berna (3-1 nella serie)
1997-98 I bianconeri arrivano sesti in regular season, si portano in vantaggio per 3 partite a 2 nei confronti del Davos ma perdono gara 6 in casa ai rigori e vengono eliminati in gara 7 nei grigioni.
1998-99 L’anno è di quelli storici per l’hockey ticinese. In finale arrivano Lugano e Ambri. Il cantone si ferma per due settimane. I leventinesi hanno dominato la stagione regolare ma hanno sempre avuto difficoltà contro i bianconeri vincendo un solo confronto su sette (comprese le amichevoli estive).
Il Inizia bene vincendo ad Ambri ai rigori ma spreca tutta in gara 2 perdendo in casa. Poi nel terzo periodo di gara 3 Antisin scocca un tiro da metà pista che gira definitivamente la finale. Fino a quel momento il Lugano perdeva 2-0, il suddetto gol permette ai bianconeri di rientrare in partite e portare i leventinesi al supplementare dove Gates Orlando decide la partita a poco più di 3 minuti dai tiri di rigore.
Gara 4 a Lugano è una passerella, 3-0 al decimo e 4-0 finale il risultato.
Il Lunedì di pasqua, 5 aprile, i bianconeri vanno alla Valascia con la consapevolezza di poter chiudere la contesa e vincono 3-1 dominando la contesa. Vittoria storica e quinto titolo in bacheca.
1999-2000 Tutti si aspettano la conferma del Lugano ma dopo aver eliminato agevolmente il Friborgo nei quarti e l’Ambri in semifinale, il Lugano si inchina a quella che diventerà la sua bestia nera. Lo Zurigo. In Europa il Lugano riesce a compiere una nuova impresa. Inserito nel girone comprendente anche Dinamo Mosca, Amiens e Norimberga i bianconeri battono i Russi in un memorabile incontra alla Resega e si qualificano per i quarti di finale proprio a spese dei russi.
Nei quarti, il Lugano batte lo Slovan Bratislava a Lugano 5-2 e poi si impone anche a Bratislava per 6-5.
In Febbraio alla Resega va in scena il final four che vede i bianconeri perdere l’accesso alla finale in inferiorità numerica all’overtime contro lo Sparta Praga per poi crollare nella finale per il terzo posto contro il Turku.
2000-01 Dopo aver eliminato nuovamente il Friborgo nei quarti, il Lugano incontra il Berna in semifinale e espugnando la BernArena in gara 6 mette fine alla carriera del grande Renato Tosio, portiere dei bernesi. In finale, i bianconeri, incontrano nuovamente lo Zurigo. Il Lugano si porta fin sul 3-1 nella serie con gara 5 da disputare in casa. Due sconfitte di seguito e lo Zurigo di Huras porta il Lugano a gara 7 che alla Resega vede imporsi gli ospiti al supplementare. In europa poche soddisfazioni, il Lugano elimina il Milano ma viene eliminato allo stadio delle semifinali dai tedeschi del Monaco impostisi nel girone avendo battuto i bianconeri ai tiri di rigore.
2001-02 Anche in questa stagione lo Zurigo sbarra la strada ai bianconeri ma questa volta in semifinale. Lo Zurigo vince al supplementare gara 6 all’Hallenstadione e si impone alla Resega 5-4 nella decisiva gara 7. In europa i Bianconeri vengono eliminati dal Milano disputando un girone ad Asiago nettamente al di sotto delle loro possibilità. Problemi di spogliatoio accentuano la poca voglia dei bianconeri. L’allenatore russo Bil,alitvinov verrà sostituito a Koleff qualche settimana dopo.
2002-03 Il Lugano gioca in sordina il campionato giungendo quarto. Poi sembra rinascere nei playoffs. Nei quarti di finale elimina il Kloten in 5 partite (4-1 nella serie), in semifinale riesce finalmente a scacciare gli spiriti dello Zurigo (4-1). In finale sembra finita quando il Davos dopo avere vinto le prime due partite si porta sul 3-2 a 5 minuti dalla fine di gara 3. Ma il Lugano non molla e riesce a rimontare e a riaprire la serie. Gara 4 a Lugano vede i bianconeri portarsi in paritä nella serie, per poi chiudere nelle due sucessive partie con altrettanti shout out. Lugano campione per la sesta volta nella sua storia. Nella Superfinal di continental cup organizzata assieme a Milano il Lugano assolve il suo compito battendo gli irlandesi del Belfast e tenendo testa ai russi della Torpedo Jaroslavl. Nella finale per il terzo posto si batte il Minsk in una partita a senso unico.
2003-04 I Bianconeri dominano la stagione regolare ma devono inchinarsi al Berna in finale. In semifinale Sa sfida infinita con lo Zurigo vede i bianconeri rimontare dal 1-3 per poi imporsi in sette partite. La finale è la serie più bella mai giocata a livello svizzero. Il Berna va in vantaggio per due partite a zero ma perdono malamente gara tre a Lugano. In gara 4 il Lugano va sul 3-0 ma si fa rimontare sul 3-3 al termine del secondo tempo. Poi a due minuti dal termine Nummeli trafigge Bührer e costringe i bernesi ad una nuova trasferta a Lugano per la decisiva gara 5.
Gara 5 non tradisce le aspettative di una Resega stracolma e premia il berna a 4 minuti dalla fine del supplementare dopo che il Lugano era riuscito a pareggiare in extremis quando giocava senza potiere. La finale europea di Gomel vede i bianconeri partire per vincere ma i sogni si infrangono contro i padroni di casa del Gomel.
A poco serve la vittoria contro l’altra delusa della manifestazione, i russi del Severstal che vale la medaglia di bronzo.

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