Intervista a Kurt Platter della testata giornalistica Dolomiten

HT: Alla luce dei risultati finali di questo campionato un suo commento sulla stagione appena conclusa ed una valutazione qualitativa di quanto espresso sul ghiaccio

KP: Il livello era buono. Qualche squadra però era troppo debole. Abbiamo visto dei buoni stranieri e qualche giovane che si è messo in evidenza. Gli arbitri però devono migliorare. Per loro il gioco è troppo veloce. Il bello era, che le squadre hanno collaborato, evitando discussioni e litigi inutili. Era un primo passo verso tempi più belli dell’hockey italiano. Su questa via si può proseguire.

HT: Vorremmo un suo giudizio sulle singole squadre che hanno dato vita a questo campionato:

KP: Milano: Anche se all’inizio c’erano dei problemi alla fine l’esperienza dei vari giocatori è bastata a difendere il titolo. In tutto la squadra più completa.

Asiago: I due lettoni non erano un rinforzamento. La campagna acquisti a dicembre (Tuzzolino, Ricciardi e Scandella) era importante e ha dato una svolta alla squadra. Un meritato vicecampione.
Cortina: La rivelazione di quest’anno. Il Cortina con giocatori quasi sconosciuti ha fatto un bellissimo campionato. L’allenatore Nilsson era il papà di questo successo.
Fassa: Buoni italiani, stranieri un pò sotto tono. Il Fassa ha raggiunto quello che si poteva aspettare.
Alleghe: Ha deluso un pò visto il buon vivaio degli italiani e gli stranieri con un gran passato. L’infortunio di Lino De Toni ha lasciato tracce su tutta la squadra. Diego Riva non ha le qualità di giocare a questi livelli.
Bolzano: La delusione dell’anno. Purtroppo la dirigenza non ha capito di diver cambiare l’allenatore e dare un nuovo spunto alla squadra. Il problema era lo spogliatoio con giocatori che litigavano e non avevano la voglia di lottare.
Merano: Un discreto campionato. Alla fine della stagione mancavano i successi. Qualche giocatore italiano va cambiato per portare più tranquillità dentro la squadra.
Renon: Ha fatto vedere più del previsto. Gli stranieri e l’allenatore erano l’arma in più. Una delle sorprese più grandi.
Pusteria: Ha raggiunto il traguardo di entrare fra i primi dieci. Niente di più. In finale ha dimostrato che è una squadra che non potrà mai vincere niente.
Varese: Una squadra cinica che col gioco duro è stata rispettata da chiunque. Un bel ritorno in Serie A.
TorinoValpe: Una delle delusioni. A Torino non è un ambiente facile dove si può lavorare. Tanti stranieri con poche qualità.
Egna: Una delle rivelazioni. Ha fatto quello che poteva. Sopratutto in casa era difficile portare via i punti. La Serie B è il campionato ideale.
Caldaro: La Serie A era troppo forte. Non si poteva aspettare di più.
Gardena: Dopo la falsa partenza il Gardena alla fine è emerso. È distante dai tempi di una volta.
Appiano: Era un unica delusione. Pensava di poter giocarsela con le cosiddette grandi, alla fine è arrivato ultimo. Prima giocare e poi parlare e non viceversa.

HT: Qual è secondo lei il giocatore che valuta come il migliore della stagione e che ha espresso il miglior hockey?

KP: Sean Blanchard del Renon

HT: Come giudica l’iniziativa federale di dare vita il prossimo anno ad un campionato a 10 squadre e cosa si aspetta da essa?

KP: 15 squadre come quest’anno erano decisamente troppo. Secondo me 10 squadre sono esattamente adatte per la Serie A. Così il livello dovrebbe essere più alto e le partite più equilibrate. È da sperare che anche per la Serie B si trovino almeno otto (meglio dieci) squadre.

HT: Mercato: indipendentemente dai nomi in quale direzione si dovranno muovere le singole società per prepararsi alla prossima stagione?

KP: È da sperare che si punti ancora di più sui giovani. I successi dell’Austria ai mondiali a Praga dovrebbero essere anche per noi un esempio, che i giovani possono fare bene. È da sperare che le società non esagerino troppo e non spendano troppi soldi per stranieri che valgono poco. Meglio prendere tre o quattro stranieri forti.

HT: Capitolo nazionale; come giudica i risultati appena ottenuti ai mondiali?

KP: Il secondo posto non è male. Si poteva puntare anche più in alto. Il livello a Danzica era scarso. Anche la Slovenia era battibile. Uno dei problemi più grandi era il fatto che le nuove linee d’attacco hanno giocato per la prima volta assieme. L’Italia è arrivata a Danzica senza aver disputato un’ amichevole.

HT: Crede che la presenza della squadra torinese nella massima serie nazionale possa essere un incentivo per il nostro movimento in vista delle Olimpiadi?

KP: Il Torino non si è qualificato per la massima serie. Ha la possibilità di qualificarsi l’anno prossimo. In vista delle Olimpiadi la sua presenza non è incentivo, perché durante i Giochi gli stadi saranno sicuramente pieni. Anche la gente che non si intende di hockey andrà a vedere le partite.

Ringraziamo Kurt Platter per la disponibilità