Intervista ad Andrea Buongiovanni della Gazzetta dello Sport

HT: Alla luce dei risultati finali di questo campionato un suo commento sulla stagione appena conclusa ed una valutazione qualitativa di quanto espresso sul ghiaccio.

AB: I playoff, sufficientemente intensi, hanno riscattato una stagione troppo lunga e priva di senso.

HT: Vorremmo un suo giudizio sulle singole squadre che hanno dato vita a questo campionato:

AB: Milano: l’esperienza paga
Asiago: fermarsi a una pattinata dal vertice dev’essere comunque motivo di orgoglio
Fassa: in linea con le aspettative
Cortina: la grande sorpresa della stagione
Bolzano: la grande delusione della stagione (nonostante il successo in coppa Italia)
Alleghe: dov’è finita la squadra che due anni fa lottava per lo scudetto?
Merano: troppi alti e bassi, bilancio negativo
Renon: alzi la mano chi avrebbe scommesso su un approdo ai quarti
Varese: il successo nella coppa del presidente (che invenzione…) saluta un importante ritorno

Brunico: senza infamia e senza lode
TorinoValpe: la squadra della città che tra due ospiterà i Giochi: qualcuno ne avverte il senso e la responsabilità?
Gardena: salvo grazie alla differenza reti, ma è la conferma che 15 squadre in massima serie sono troppe
Egna: 15 squadre in massima serie sono troppe
Caldaro: 15 squadre in massima serie sono troppe
Appiano: 15 squadre in massima serie sono troppe

HT: Qual è secondo lei il giocatore che valuta come il migliore della stagione e che ha espresso il miglior hockey?

AB: Dino Felicetti

HT: Come giudica l’iniziativa federale di dare vita il prossimo anno a un campionato a 10 squadre e cosa si aspetta da essa?

AB: Se il progetto non verrà modificato (in passato ci siamo abiutuati a tutto) potrebbe rappresentare la giusta soluzione, per equilibrio e tasso tecnico relativo

HT: Mercato: indipendentemente dai nomi in quale direzione si dovranno muovere le singole società per prepararsi alla prossima stagione?

AB: Puntando il più possibile sui giovani italiani

HT: Capitolo nazionale; come giudica i risultati appena ottenuti ai mondiali?

AB: Negativamente: dopo dieci anni di gruppo A, non ci si può rassegnare a vivacchiare in prima divisione. Vero che una sola partita, quella persa con la Slovenia, ha deciso per la promozione, ma ancora non sembra esserci un chiaro progetto di rilancio. A due anni dall’Olimpiade, è gravissimo.

HT: Crede che la presenza della squadra torinese nella massima serie nazionale possa essere un incentivo per il nostro movimento in vista delle Olimpiadi?

AB: Molto più di un incentivo. E’ un fatto obbligatorio.

Ringraziamo Andrea Buongiovanni per la cortesia.