La verità del Cortina sul caso Bernardi (di Hcm e Hockeytime)

In data 26 Aprile l’agenzia ANSA ha comunicato la positività al doping del giocatore del Cortina Jacopo Bernardi.
Scritto così sembra che egli si sia dopato per fornire delle prestazioni sportive esaltanti, superiori ad un normale giocatore.
Invece no, non è così.
Parlando con il giocatore ed il team leader del Cortina Durante, abbiamo scoperto che egli soffre d’asma già dalla tenera età e per curarsi prende un medicinale, il Ventolin, all’interno del quale è presente la terbutalina, classificata come sostanza dopante.
All’inizio della stagione il giocatore si è recato presso il Centro di Medicina Sportiva a Belluno per effettuare la classica visita medica d’abilitazione alla pratica dello Sport. Il medico che lo visita fa parte del Coni.
Jacopo in quell’occasione comunica che lui è asmatico e usa il Ventolin e chiede quindi cosa deve fare in caso di un eventuale controllo antidoping.

Gli è risposto che deve comunicare solo di fare uso di questo medicinale.
Il 13 marzo quando Bernardi è sottoposto al controllo, comunica di fare uso di questo medicinale ma non è in possesso del certificato, poiché gli è stato comunicato che non serviva.
Invece non era vero, e per questo adesso è stato squalificato per doping.
La società del Cortina ha inviato tutti i certificati medici al Coni, con anche una lettera in allegato del dottore che gli aveva fatto la visita medica ad inizio stagione comunicandogli che non serviva il certificato medico in caso di controllo doping.
Questa è la verità che andava detta già nel momento in cui si comunicava che il giocatore era positivo al doping.
Ora il giocatore potrebbe essere squalificato lo stesso, ma almeno si poteva scrivere la verità prima di infangarlo.

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