Milano – Asiago (Gara 4): intervista a Justin Peca.

di Tony Puma e Ste’

Hockeytime: Un commento sulla partita.
Justin Peca: Ogni partita è dura, bisogna essere molto concentrati e non è finita fino a quando non suona la sirena, perchè non si sà mai cosa può succedere e la prossima partita sarà ancora più dura. Sono sicuro. Ma entrambe le squadre sono brave e preparate e come ho già detto, la squadra che fa meno sbagli vince.

HT: Questa sera, al contrario di giovedì, siete stati più reattivi.
JP: Giovedì ad Asiago abbiamo iniziato un po’ lenti e loro hanno saputo approfittarne. Se noi, dall’inizio, pattiniamo bene e facciamo un po’ di body check, creiamo più facilmente delle occasioni. Se aspettiamo è pericoloso.

HT: Com’è la condizione fisica della squadra? L’elevata età media fà pensare che con incontri ravvicinati possiate risentire della stanchezza.
JP: Entrambi le squadre ne risentono. Ci sono molte bastonate sul ghiaccio e sia i giocatori dell’Asiago che quelli del Milano hanno le borse del ghiaccio in varie parti del corpo. Ma fisicamente, con le gambe, siamo ok. Ad ogni partita si migliora.

HT: Si parla di un eventuale sciopero della NHL. Vedremo tuo cugino giocare in Italia?
JP: Magari, ma penso di no. E’ giovane, giocherà sicuramente lì altri 5 o 6 anni. Gli ho chiesto di venire in Europa quando finirà se avrà voglia. Io penso di no, ma non si sà mai.

HT: Magari andrà nelle minors, se si dovesse fermare la NHL?
JP: Purtroppo, non ho la risposta per questa domanda.

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