Asiago-Milano 2000/01

La prima sfida importante risale al 9 dicembre 2000, quando Milano ed Asiago si ritrovano in finale di Coppa Italia all’Odegar. I Vipers, sulla carta sfavoriti, passano a condurre con una rete di Jari Torkki sul finire del primo tempo e raddoppiano nel secondo con Andrea Molteni. Sembra materializzarsi la sorpresa, ma nel finale di partita un micidiale uno-due di Cibien e Topatigh porta le due squadre in parità. Si arriva ai tiri di rigore ed al settimo della serie il russo Galtcheniouk batte il goalie francese Lhenry ma il milanese Tommasello non riesce ad imitarlo facendosi parare il tiro da Gravel: per l’Asiago è il secondo titolo nella storia dopo la prima Coppa Italia del 1991/92. Le due formazioni si ritrovano di nuovo di fronte quattro mesi dopo per la serie di finale scudetto: l’Asiago ci arriva da favorito per vincere il titolo mancato clamorosamente l’anno prima, il Milano da squadra rivelazione del torneo che ha eliminato a sorpresa il Bolzano in semifinale. In gara 1 segnano subito Topatigh per gli stellati e Bob Lachanche per i meneghini, poi nel periodo centrale l’Asiago prende il largo con Marchetti e Deraspe. Il risultato non cambierà più ed il primo punto va alla squadra dell’Altopiano. In gara 2 al Palagorà le giovani vipere danno il massimo per rimettere la serie in parità, ma all’inizio del secondo tempo sono sotto per 3-0. Una doppietta di Jari Torkki tiene alta la tensione fino all’ultimo secondo, ma l’Asiago non permette che la rimonta si completi. Lo scudetto sembra già cucito sulla maglia dei veneti e la tifoseria si prepara ad una gara 3 che potrebbe essere una partita storica per la società giallorossa. Steve Palmer firma il vantaggio, ma a sorpresa giunge il gol del pareggio di Lachanche. Decisione affidata ancora ai rigori e le emozioni non mancano: conclusa la prima serie di cinque tiri Palmer porta in vantaggio l’Asiago e tutto l’Odegar spera che un errore di Lachanche consegni lo scudetto alla sua squadra del cuore. Lo statunitense però mette il puck alle spalle di Gravel ed il sogno sembra svanito. L’ex di turno Giorgio De Bettin fallisce il prossimo penalty: Maurizio Bortolussi ha il match point sulla stecca e non sbaglia. Contro ogni pronostico, si torna due giorni dopo a Milano per gara 4. Il Milano sente che la serie non è ancora chiusa e si porta in vantaggio nel periodo centrale con Meneghetti. Per gli asiaghesi inizia la paura fino a quando Deraspe ottiene il pareggio.

Si arriva ancora una volta ai tiri di rigore e stavolta è
Galtcheniouk a segnare il gol decisivo: per l’Asiago è il primo scudetto della storia dopo tre finali perse.

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