Della serie… C! Intervista all’USG Zoldo

Riparte l’iniziativa di HT per conoscere una realtà molto variegata come la serie C italiana di hockey su ghiaccio, importante per le sue funzioni di vivaio e per la possibilità data a “chi non si accontenta di guardare” di giocare a questo appassionante sport.

> Siamo con Tito Meneghetti, dirigente e personaggio storico dell’USG Zoldo. Cominciamo da un pensiero al vostro passato.
HT- La storia della vostra squadra fa parte della cultura hockeystica italiana. Dal 2004 al 2007 poi il buio, cos’è successo e cosa vi ha spinto a tornare?
TM- L’USG Zoldo è nato nel 1972: per informazioni storiche, si può consultare il sito zoldohockey.it. Nel 1972 c’è stata la prima partita e da allora, lo Zoldo non ha mai smesso di giocare. È passato alla Serie C quando il Comune ha chiuso lo stadio e ci siamo dovuti appoggiare a Claut.

> Adesso qualche sguardo al presente…
HT- Che rapporto c’è con la comunità locale? E con i mezzi di comunicazione?
TM- Con la gente il rapporto è soddisfacente. Con il Comune c’è molto attrito. Con i mezzi di comunicazione, i nostri piccioni viaggiatori sono morti per il freddo ed i giornalisti mi piacerebbe facessero la stessa fine…
HT- Ci puoi dare un commento sulla vostra stagione?
TM- Un campionato positivo da parte dello Zoldo.
HT- Quali sono le maggiori difficoltà riscontrate quest’anno?
TM- Non aver avuto un portiere con esperienza e regolarità.
HT- Come giudichi le critiche arrivate dalle formazioni avversarie per il tipo di gioco praticato?
TM- Sono tornato da un mese da Pittsburgh dove ho visto una partita playoff di NHL e ho avuto la conferma che il tipo di hockey richiesto ultimamente Italia sia per femminucce…
HT- Nella vostra squadra militano parecchi giocatori non italiani. Che accorgimenti vengono usati per agevolare l’integrazione dei vari Bostic, Morse, Stamm, Damian… ?
TM- I giocatori non zoldani si sono sempre trovati molto bene, senza problemi di comunicazione e integrazione nella squadra. Il problema per la squadra quest’anno è stata la mancanza di regolarità con loro durante gli allenamenti, dato che lavorando in una base NATO, gli stranieri hanno potuto partecipare agli allenamenti con poca frequenza.
HT- Qual è il budget minimo annuale per partecipare alla vostra categoria? E quali sono le maggiori voci di costo tra ghiaccio, trasferte, attrezzature, eventuali rimborsi al roster e altro?
TM- Il nostro è un campionato che generalmente si autofinanzia per tutti i riferimenti indicati. Quando riusciamo a trovare dei contributi, vengono indirizzati principalmente ai costi maggiori di affitto ghiaccio, spese arbitrali, medico, cronometristi ecc. Le spese di trasferta sono tutte a carico personale.
HT- Avete un settore giovanile? Se non l’avete, quali sono le ragioni per cui non avete intrapreso iniziative in tal senso in questa stagione?
TM- Lo Zoldo ha sempre avuto un settore giovanile, con numeri fino a 60 tesserati. Per problemi logistici (il Comune ha chiuso lo stadio nel 2004 e non lo ha più riaperto, siamo in causa con loro) non è più stato possibile portarlo avanti anche se abbiamo considerato la possibilità di avviare un settore giovanile a Claut. Ma questo comporta oneri finanziari considerevoli e questioni di organizzazione complesse.

> Infine, guardando avanti…
HT- Qual è il problema più urgente che vorresti già aver risolto?
TM- L’apertura del nostro stadio.
HT- Ci puoi illustrare le ambizioni e i progetti dell’USG Zoldo Velcellina a breve termine?
TM- Dipende dal campionato che farà la Federazione e se riusciremo a far riaprire lo stadio.

> Chiudendo gli occhi…
HT- Per quale motivo consiglieresti di giocare e/o seguire l’hockey su ghiaccio?
TM- È il più bel gioco del mondo!
HT- Se fossi al comando dell’hockey nazionale, cosa faresti per ridare vigore al movimento?
TM- Limiterei a 4 stranieri alla Serie A e due alla Serie B, indirizzerei almeno 70% dei fondi della FISG nel settore giovanile e tutto ciò per almeno 15 anni.
HT- Avete proposte da presentare per il prossimo campionato di Serie C?
TM- Come l’anno scorso non è male. Sarebbe però opportuno avere almeno almeno 5 squadre per girone.
HT- E come vedete tale movimento nei prossimi 10 anni?
TM- Per la Serie C lo vedo buio già dalla prossima stagione, dato che non abbiamo avuto ancora notizie…

Ringraziamo l’USG Zoldo e Tito Meneghetti per averci concesso questa intervista.
Emanuele Pezzo

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